È la legge più importante, ma anche la più difficile e travagliata da negoziare. Per tutti i governi, certo. Ma quest’anno il timore di finire in esercizio provvisorio – cioè di non riuscire a trovare un accordo prima della fine dell’anno – è stato concreto.
È arrivato ieri sera il via libera della commissione bilancio del Senato alla #manovra finanziaria del 2026: lunedì verrà votata dal Senato e poi passerà alla Camera, dove verrà approvata senza discutere nessuna modifica, come prevede la prassi degli ultimi anni. La versione definitiva è frutto di travagliate negoziazioni, in particolare con la #Lega, dopo la richiesta della premier #Meloni di inserire urgentemente misure di sostegno alle imprese.
Queste misure sono in particolare agevolazioni fiscali per la Zona economica speciale del Sud, un fondo per mitigare i rincari dei materiali di costruzione negli appalti pubblici, e finanziamenti per Transizione 5.0, un piano di incentivi per quelle imprese che investono in digitalizzazione e risparmio di energia. Per finanziarle, aumentando di circa 2 miliardi la versione originale della #leggedibilancio, il ministro Giorgetti ha operato alcuni tagli: come riporta Il Post parliamo di circa 20 milioni di euro al fondo sociale per occupazione e formazione; altre decine di milioni di euro all’anno togliendo la possibilità di andare in pensione in anticipo usando i soldi dei fondi complementari; alcune centinaia di milioni di euro ai fondi per l’anticipo pensionistico ai lavoratori precoci, cioè che hanno accumulato almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni; e infine 40 milioni di euro circa all’anno per l’anticipo pensionistico a chi fa lavori usuranti. Sono stati confermati inoltre i tagli ai finanziamenti per le metropolitane di Roma, Milano e Napoli, e sono invece stati assicurati 60 milioni di euro in più al fondo per l’editoria.
Accantonata quindi la misura che più aveva creato divisioni nella Lega: era stata aumentata di qualche mese la cosiddetta “finestra”, cioè quel periodo che i lavoratori devono attendere prima di poter effettivamente andare in pensione.
Last modified: 23 Dicembre 2025