«Al referendum voterò sì» esordisce al Corriere Augusto #Barbera, presidente emerito della Corte costituzionale ed ex parlamentare comunista. «Dal Pd ho ricevuto diverse chiamate di apprezzamento. Molti in quell’area hanno la mia medesima opinione. Anche se alcuni preferiscono non esporsi»
«Attualmente giudici e pm sono insieme nel Csm e insieme si giudicano. Per questo è corretto che ci siano due Consigli superiori, uno per i giudici, uno per i pubblici ministeri e un’Alta corte disciplinare» – spiega l’eminente giurista – «Pm esposti alle direttive del governo? Sono critiche analoghe a quelle che parte dell’Anm mosse a Giovanni Falcone quando promosse la creazione della Procura nazionale antimafia. Aggiungo anche che ci sono sistemi, come quello francese, in cui, pur essendo il pm completamente indipendente, il governo può dare indicazioni sulle linee di contrasto al crimine. Purché siano scritte e non attinenti a indagini in corso»
«Non mi risulta che quando è stata attuata la riduzione dei parlamentari sia stato contestato ai 5 Stelle che era prevista nel piano di Gelli. Anzi. Il punto è che dobbiamo liberarci di certi fantasmi. Se è per questo c’è persino chi afferma con evidente ignoranza che con la separazione delle carriere si torna al fascismo, quando è vero il suo contrario. Ossia che l’appartenenza di tutti i magistrati alla medesima carriera era funzionale al processo di tipo inquisitorio previsto dai codici fascisti. E così invece si attua pienamente il processo accusatorio, così come intendeva fare la stessa Commissione bicamerale presieduta da D’Alema, completando la riforma Vassalli del processo penale» conclude Barbera, le cui parole rappresentano un importante endorsement per il comitato per il Sì al referendum.
Last modified: 23 Dicembre 2025