La confusione nasce giovedì, quando tra gli emendamenti alla legge di bilancio ne compare uno molto particolare del senatore di Fratelli d’Italia Gelmetti, che sembra intenzionato a legalizzare nuovamente (seppur con una maxi imposta del 40% sulla vendita) la #cannabislight, dopo il divieto totale di coltivazione e vendita introdotto ad aprile con il #decretosicurezza. Una decisione molto contestata all’epoca, specialmente da chi negli anni aveva investito legalmente nel settore e ha dovuto licenziare in poche settimane i propri dipendenti.
In Italia la coltivazione e la vendita erano consentite dal 2016, grazie a un vuoto legislativo che rendeva formalmente legale la coltivazione della canapa per fini industriali ma non menzionava esplicitamente il consumo ricreativo (rendendolo sostanzialmente consentito)
L’emendamento del senatore meloniano – prontamente ritirato tra le polemiche dei colleghi di maggioranza – prevedeva di applicare alle vendite di cannabis light un’imposta del 40% alla vendita, simile a quella in vigore per le sigarette (che è intorno al 50%) generando quindi significativi guadagni per lo Stato.
Nonostante i chiarimenti del partito di governo – secondo cui la proposta «non nasconde alcuna volontà occulta di legalizzazione di questi prodotti, ma l’esatto contrario» – le opposizioni hanno cavalcato il cortocircuito del governo. «Secondo la destra la cannabis light uccide. Quella tassata al 40% un po’ meno» ha detto pungente il senatore M5S Patuanelli; mentre è stato più lapidario il leader di +Europa Magi: «Siamo alle comiche»
Last modified: 23 Dicembre 2025